La Storia del Miele

Il miele veniva usato come alimento già 10 mila anni fa. Sono state rinvenute pitture rupestri in cui si nota la difficoltà nel reperire questo prodotto in antichità, quando l’uomo doveva arrampicarsi su alberi o pareti rocciose, sopravvivere alla difesa di questo insetto e portare a terra il dolce bottino. Furono gli egizi (nel 3000 a.C.) a capire l’importanza di offrire un rifugio all’ape per creare un alveare e con le loro arnie si spostavano lungo il Nilo per seguire la fioritura delle piante. A poco a poco si definì l’apicoltura come attività organizzata. Il miele cominciò a essere messo in vasi ermeticamente chiusi e ben presto utilizzato in medicina per curare disturbi digestivi e per creare unguenti da applicare su piaghe e ferite. A testimonianza della pratica dell’apicoltura, nel Codice babilonese di Hammurabi (1792 – 1750 a.C.) tra i reati per i quali erano previste pene severe era compreso il furto di miele dalle arnie. Per i greci era il “cibo degli dei”, il poeta Omero parlava della sua raccolta e conservazione in anfore e Pitagora garantiva lunga vita a chi se ne cibasse. Gli antichi romani utilizzavano il miele come conservante alimentare, dolcificante e per la preparazione di bevande alcoliche, come l’idromiele. Prima di essere sostituito dallo zucchero di canna (verso la metà del XVI secolo) e da quello di barbabietola (all’inizio del XIX secolo), il miele era l’unico alimento zuccherino concentrato conosciuto. Il Miele Oggi Per avere una maggior attenzione botanica ai mieli bisogna aspettare il XX secolo, quando nel 1927 Don Giacomo Angeleri si fece promotore di un’approfondita analisi discutendo su riviste specializzate la figura dell’apicoltore. Questa fu la prima volta dove l'apicoltura venne proposta come attività commerciale. La seconda metà del 900 è la più importante perché il mondo scientifico si avvicina ai miele realizzando una prima differenziazione dei mieli unifloreali. Venne eseguita attraverso analisi melissopalinologiche ponendo l’attenzione sui granuli pollinici intesi come residui del miele e attraverso di essi tentare di decriptarne la provenienza. Un aiuto venne Comunità Europea del 1982 con l’uscita della direttiva 74/409. Descriveva i criteri generici di composizione del miele ma nonostante questo non vennero illustrate le modalità con le quali identificare i mieli unifloreali. Solo in seguito vennero redatte delle schede di caratterizzazione per permettere agli esperti di identificare i mieli di tutte le parti d’Italia. I cambiamenti avvenivano sia nel mondo accademico sia nella società perché si mossero i primi passi per la realizzazione di un sistema per valutare la qualità. Nel 1988 verrà alla luce l’albo degli esperti in analisi sensoriale del miele. Lo scopo di creare una rete di persone accomunate dalla passione per le api e il buongusto per il miele. Durante gli anni si sono evolute anche le linee di pensiero. Se prima il miele monofloreale era considerato un gradino più in alto degli altri mieli recentemente il miele millefiori ha guadagnato terreno puntando sulle caratteristiche territoriali. Il miele è un alimento genuino ricco di proprietà benefiche e le sue applicazioni oltre alla coltivazione e alla degustazione incideranno sempre di più sulla gastronomia.

Il miele veniva usato come alimento già 10 mila anni fa. Sono state rinvenute pitture rupestri in cui si nota la difficoltà nel reperire questo prodotto in antichità. L’uomo doveva arrampicarsi su alberi o pareti rocciose, sopravvivendo alla difesa di questo insetto e portare a terra il dolce bottino.

Furono gli egizi (nel 3000 a.C.) a capire l’importanza di offrire un rifugio all’ape per creare un alveare e con le loro arnie si spostavano lungo il Nilo per seguire la fioritura delle piante.

A poco a poco si definì l’apicoltura come attività organizzata. Il miele cominciò a essere messo in vasi ermeticamente chiusi e ben presto utilizzato in medicina per curare disturbi digestivi e per creare unguenti da applicare su piaghe e ferite.

A testimonianza della pratica dell’apicoltura, nel Codice babilonese di Hammurabi (1792 – 1750 a.C.) tra i reati per i quali erano previste pene severe era compreso il furto di miele dalle arnie.

Per i greci era il “cibo degli dei”, il poeta Omero parlava della sua raccolta e conservazione in anfore e Pitagora garantiva lunga vita a chi se ne cibasse.

Gli antichi romani utilizzavano il miele come conservante alimentare, dolcificante e per la preparazione di bevande alcoliche, come l’idromiele.

Prima di essere sostituito dallo zucchero di canna (verso la metà del XVI secolo) e da quello di barbabietola (all’inizio del XIX secolo), il miele era l’unico alimento zuccherino concentrato conosciuto.

Il Miele Oggi

Per avere una maggior attenzione botanica ai mieli bisogna aspettare il XX secolo. Nel 1927 Don Giacomo Angeleri si fece promotore di un’approfondita analisi discutendo su riviste specializzate la figura dell’apicoltore. Questa fu la prima volta dove l’apicoltura venne proposta come attività commerciale.

La seconda metà del 900 è la più importante perché il mondo scientifico si avvicina ai miele realizzando una prima differenziazione dei mieli unifloreali. Venne eseguita attraverso analisi melissopalinologiche ponendo l’attenzione sui granuli pollinici intesi come residui del miele e attraverso di essi tentare di decriptarne la provenienza.

Un aiuto venne Comunità Europea del 1982 con l’uscita della direttiva 74/409. Descriveva i criteri generici di composizione del miele ma nonostante questo non vennero illustrate le modalità con le quali identificare i mieli unifloreali. Solo in seguito vennero redatte delle schede di caratterizzazione per permettere agli esperti di identificare i mieli di tutte le parti d’Italia.

miele alveare pane

I cambiamenti avvenivano sia nel mondo accademico sia nella società perché si mossero i primi passi per la realizzazione di un sistema per valutare la qualità. Nel 1988 verrà alla luce l’albo degli esperti in analisi sensoriale del miele. Lo scopo di creare una rete di persone accomunate dalla passione per le api e il buongusto per il miele.

Durante gli anni si sono evolute anche le linee di pensiero. Se prima il miele monofloreale era considerato un gradino più in alto degli altri mieli recentemente il miele millefiori ha guadagnato terreno puntando sulle caratteristiche territoriali.

Il miele è un alimento genuino ricco di proprietà benefiche e le sue applicazioni oltre alla coltivazione e alla degustazione incideranno sempre di più sulla gastronomia.

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